Il tribunale civile di Bologna ha respinto il ricorso dei comitati che chiedevano lo stop ai lavori delle nuove Scuole Besta, “dichiarando il difetto di giurisdizione del giudice ordinario rispetto alla domanda cautelare proposta”. Lo fa sapere il Comune di Bologna, rendendo note le motivazioni del giudice: ha ragione il Comune di Bologna nel sollevare la questione di giurisdizione, in quanto la domanda proposta va inquadrata nell’ambito degli artt.30 e 34 D.Lgs 104/2010 [che disciplina l’azione di condanna nel processo amministrativo, n.d.r.], senza che possa ritenersi che le posizioni giuridiche sottostanti, pur considerabili in sé quali diritti soggettivi fondamentali dotati di rilevanza costituzionale massima, possano trovare tutela davanti al giudice ordinario”.
Soddisfazione della giunta di Palazzo D’Accursio. “Siamo lieti che il tribunale di Bologna abbia accolto le nostre ragioni”, commenta l’assessore ai Lavori Pubblici Simone Borsari. “Come noto, nessuna impugnazione innanzi al tribunale amministrativo è mai stata proposta sul progetto della nuova scuola Besta, che dopo essere stato oggetto di condivisione con la comunità scolastica era stato più volte illustrato pubblicamente in quartiere. Come abbiamo sostenuto sin dall’inizio, il Comune ha agito per assicurare spazi scolastici sicuri, adeguati e sostenibili, con la massima attenzione per l’ambiente e per la riqualificazione del giardino Don Bosco e nel pieno rispetto delle regole e dei principi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. L’azione dei ricorrenti al tribunale ordinario, sottolinea poi l’assessore Borsari, “aveva natura puramente strumentale e dilatoria, e siamo contenti che questo dato oggi emerga in modo chiaro nella pronuncia del giudice”.
Nel frattempo però “abbiamo perso del tempo prezioso, considerando anche i cronoprogrammi serrati che il Pnrr impone, senza contare il danno all’intera comunità e alle tante famiglie che vorrebbero vedere realizzata al più presto la nuova scuola”.