Vicolo Bolognetti a Labas: il Comune farà appello contro la sentenza del TAR

Il sindaco Lepore non lo aveva escluso, e ora c’è la conferma: il Comune di Bologna non intende, almeno per il momento, applicare la sentenza del Tar sull’assegnazione degli spazi di Vicolo Bolognetti a Labas, contro la quale ricorrerà in appello al Consiglio di Stato. Contestualmente, chiede la sospensione del provvedimento impugnato, cioè della sentenza che aveva annullato l’assegnazione di quegli spazi al collettivo.

Ad annunciare la decisione di fare ricorso è lo stesso Comune. “Siamo convinti di aver operato correttamente- spiega l’assessore al patrimonio Raffaele Làudani, incaricato dal sindaco di seguire la vicenda- e dopo una disamina della sentenza con i nostri legali, abbiamo deciso di impugnare la decisione del Tar, confidando nel buon esito del giudizio di appello”. Il verdetto del tribunale amministrativo era arrivato dopo il ricorso di un altro raggruppamento di associazioni, che si piazzò secondo al bando con il quale il Comune nel 2018 aveva assegnato lo spazio a Làbas, e dice che nella graduatoria finale non è stato corretto il calcolo dei conteggi.

Laudani ribadisce che, al di là degli aspetti tecnici, l’amministrazione valuta positivamente le attività svolte in questi anni negli spazi di vicolo Bolognetti, perché hanno coinvolto migliaia di cittadini offrendo attività di utilità sociale e mutualistiche molto significative, che sono ormai diventate -dice- patrimonio della città. L’assessore fa notare, tra l’altro, che la sentenza arriva a pochi mesi dalla naturale scadenza dell’attuale gestione degli spazi di Vicolo Bolognetti da parte di Labas, quando l’amministrazione stava già lavorando alla predisposizione di un nuovo affidamento, secondo le modalità introdotte dal nuovo Regolamento adottato dal consiglio comunale nel 2022. La decisione di impugnare la sentenza del Tar potrebbe ora ‘congelare’ le cose per mesi, arrivando così al termine del periodo di assegnazione all’associazione che fa capo a Labas.

Il centrodestra aveva invece chiesto a Lepore che la sentenza del Tar fosse immediatamente eseguita, facendo rispettare la legalità e evidenziando come la stessa Amministrazione avesse utilizzato l’elemento della morte di Otello Ciavatti (a capo della cordata di associazioni arrivata seconda) per tentare di far decadere il ricorso. Un aspetto evidenziato anche da un altro componente di quella cordata, Carlo Terrosi.

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