"Arrestare dei ragazzini non è un successo di cui fregiarsi, tuttavia è un fatto ed è la dimostrazione che il problema c'è. Io auspicherei di arrestarne meno e di avere una città piu tranquilla". Lo ha detto il questore di Bologna Antonio Sbordone, commentando con i cronisti il fenomeno della criminalità giovanile, a margine della conferenza stampa in cui è stato illustrato l'arresto di cinque giovani di origine tunisina, autori di una rapina: fra loro tre minorenni , due dei quali alloggiati in comunità per minori stranieri non accompagnati.

Sbordone conferma che in città "il numero di minori stranieri non accompagnati è elevato e il Comune li gestisce con l'affidamento a varie associazioni presso comunità: dobbiamo collaborare con il Comune -ha aggiunto- perchè è assolutamente necessario che questi giovani, che bisogna ricordare sono spesso ragazzini, entrino in contatto nel modo migliore con lo Stato che li ospita, e questo vuol dire conoscere le regole, conoscere le sanzioni qualora le regole non siano rispetatte, perchè integrarsi significa anche conoscere le regole e rispettarle."

Per queste ragioni la Questura di Bologna, in collaborazione con l’assessorato al Welfare del Comune, da un paio di mesi ha avviato una serie di 'visite' nelle oltre 40 comunità che ospitano minori stranieri non accompagnati, di cui circa una metà già eseguite. Sbordone spiega che si tratta di due tipi distinti di visite: "da un lato c’è il lavoro informativo e divulgativo svolto dal personale della Divisione Anticrimine, che va a illustrare ai ragazzi il rispetto delle regole e le sanzioni che si rischiano violandole; dall'altro lato ci sono state perquisizioni fatte dalla squadra Mobile, di concerto con con la Procura per i Minori, per approfondire aspetti investigativi e giudiziari e cercare eventuali prove di reati, e ci sono stati ritrovamenti di refurtiva, hascisc, qualche coltello e pistole giocattolo."