Una piccola folla silenziosa: lacrime, mazzi di fiori in mano, abbracci: sono familiari e amici di Stefania Nistor, la 32enne morta nell'incendio di via Bertocchi, a Bologna, con i suoi tre figli piccoli. Si sono ritrovati stamattina alla camera mortuaria del cimitero della Certosa, dove sono custodite le salme in attesa dei funerali. Con loro il parroco della Chiesa ortodossa romena di San Luca Evangelista, padre Trandafir. Li ha raggiunti anche il sindaco Matteo Lepore, accompagnato da Matilde Madrid, per trasmettere ancora una volta la vicinanza dell'amministrazione a questa famiglia. “Come Comune di Bologna, insieme alla Chiesa Ortodossa, ci faremo carico delle spese e di quanto sarà necessario per le esequie di Stefania e dei suoi bambini" ha fatto poi sapere il sindaco di Bologna, ringraziando anche il Bologna calcio e la Virtus Pallacanestro per l'attenzione che hanno manifestato verso questa tragedia, così come le tante persone che si stanno offrendo di aiutare la famiglia. “Saremo al loro fianco -ha aggiunto- rispettandone le volontà e il dolore”.

Intanto, gli investigatori confermano che non ci sarà un'autopsia sui corpi delle quattro vittime e presto sarà così possibile celebrare i funerali, che si svolgeranno a Bologna. La data non è ancora decisa, perché si aspettano alcuni parenti dalla Romania. Il fratello di Stefania ha lanciato una raccolta fondi, per il successivo trasporto delle salme in patria. "Una grande tragedia ha colpito la nostra famiglia con la scomparsa di mia sorella Stefania insieme ai tre angioletti Giorgia Alejandra, Mattia Stefano e Giulia Maria. Grazie per coloro che vorranno esserci vicini", scrive sui social Rasvy Nistor.

Sul fronte delle indagini, sembrano non esserci dubbi sulle cause accidentali della tragedia: un piccolo incendio dal punto di vista dell'estensione, che ha però sprigionato fumo tossico, responsabile della morte dei bambini e della madre. Dalle prime verifiche dei vigili del fuoco, tutto sarebbe partito dalla stufetta accesa in camera da letto: a quanto pare l'allaccio e la multipresa alla quale era collegata sono stati trovati praticamente integri, dunque le fiamme sarebbero partite proprio dall'apparecchio. Per fare piena luce su questi aspetti, è stato aperto d'ufficio un fascicolo in cui è ipotizzato l'omicidio colposo: un passaggio necessario per svolgere gli accertamenti, affidati a vigili del fuoco, polizia e a un consulente nominato dalla procura.

I vicini di casa spiegano che in questi edifici il riscaldamento è centralizzato e la notte si spengono. Nell'appartamento di Stefania c'erano convettori un po' vecchi (così come gli infissi) e forse per questo era stata accesa la stufetta.