Una "messa in scena", per simulare di essere psicotico. Così la Corte di assise di Bologna descrive, nelle motivazioni della sentenza pronunciata tre settimane fa, il comportamento di Giovanni Padovani, il calciatore dilettante condannato all'ergastolo per l'omicidio della ex compagna Alessandra Matteuzzi, uccisa davanti alla sua abitazione in via dell'Arcoveggio nell'agosto 2022. Cruciale nel processo è stata la perizia psichiatrica che lo ha dichiarato capace di intendere e di volere, nonostante quelli che i giudici definiscono “bizzarrie comportamentali, anche grossolanamente enfatizzate”, tali da fare ipotizzare, appunto, “una intenzionale messa in scena”. Anche per questo, scrive ancora la Corte, “è improprio attribuire l'omicidio di Alessandra ad una insana gelosia: l'omicidio fu motivato da un irresistibile desiderio di vendetta, uno tra i sentimenti più irragionevoli.” Dunque per i giudici si tratta non tanto di un "'omicidio d'amore', quanto piuttosto di un 'omicidio d'onore', sia pure in una malintesa accezione di quest'ultimo".

Dalle testimonianze raccolte emerge che l'agguato sotto casa della 56enne fu preparato con estrema lucidità, come si può cogliere da confidenze fatte a terzi e alla madre e dal richiamo consapevole alle conseguenze del gesto, ovvero alla possibilità di andare in carcere. Questo motiva l'aggravante della premeditazione per Padovani, scrive ancora la Corte, aggiungendo che nel processo è emerso "il carattere ossessivo-maniacale delle forme di controllo che l'imputato attuava nei confronti della compagna”.

Nelle prime pagine delle motivazioni della sentenza di condanna all'ergastolo per Padovani, i giudici non mancano di criticare il comportamento di alcuni giornalisti televisivi che, nonostante il dissenso manifestato dall'imputato, hanno mandato in onda servizi che ritraevano Padovani a volto scoperto.

"La sentenza merita una lettura approfondita, ma posso dire fin d'ora che sarà stimolante confrontarsi parola per parola, espressione per espressione e devolvere alla Corte di appello tutte le ragioni critiche avverse a questa decisione". Lo dice l'avvocato Gabriele Bordoni, difensore di Giovanni Padovani, commentando le motivazioni della sentenza di condanna.