Le parole di Sohyla Arjmand, attivista per i diritti umani fin dal 1978 quando fu costretta a lasciare l'Iran, risuonano in una piazza Maggiore gremita per la giornata internazionale della donna. Una festa ma soprattutto una giornata di lotta e di sciopero perchè 'se si fermano le donne si ferma il mondo', come recita uno degli slogan scelti dall'associazione 'Non una di meno'. Emergenza femminicidi e le difficoltà nel mondo del lavoro sono tra i temi al centro della giornata di sciopero. Presenti le lavoratrici del reparto pulizie del Sant'Orsola e quelle de La Perla, storica azienda bolognese di intimo, da mesi senza stipendio. 

In piazza a Bologna c'è anche l'UDI, unione donne italiane, che pochi giorni fa si è vista escludere come parte civile dal processo Amato (vittime due donne), con la motivazione che non si tratta di femminicidi: 'Siamo rimaste basite, non riusciamo a capire'. 

La lotta per i diritti delle donne si intreccia con i temi politici, a cominciare dalla guerra Istraele-Hamas, e uno striscione con la scritta 'Stop Genocidio, Palestina libera' viene srotolato dalla torre dell'Orologio.

Nel suo intervento, Sohyla Arjmand ha citato le donne iraniane che, con la loro lotta contro il regime, dovrebbero essere un simbolo per tutto il mondo.