In Corte d'Assise a Bologna, prima udienza del processo a carico di Giampaolo Amato, il medico di 65 anni che dallo scorso aprile è in carcere con l'accusa di aver ucciso con un mix di farmaci, nell'ottobre del 2021, la moglie Isabella Linsalata, 62 anni, e la suocera Giulia Tateo, 87 anni. Aula gremita, controlli all'ingresso e transenne per regolare l'accesso del pubblico. Non sono presenti né telecamere, né macchine fotografiche, come stabilito dal presidente della Corte Pier Luigi Di Bari. L'imputato, entrato in aula aiutandosi con una stampella, è seduto accanto ai suoi avvocati Gianluigi Lebro e Cesarina Mitaritonna. Oltre alla sorella di Linsalata e al fratello di Tateo, hanno annunciato la costituzione di parte civile nel processo l'Udi (Unione donne in Italia) e l'Ausl di Bologna (quest'ultima in relazione all'accusa di peculato per la sottrazione di farmaci contestata ad Amato), rappresentate rispettivamente dalle legali Rossella Mariuz e Katia Monti.