Inizia mercoledì 6 marzo il processo che vede imputato Giampaolo Amato e il presidente della Corte d’Assise di Bologna, Pier Luigi Di Bari, ha vietato le riprese video. Amato, ex medico della Virtus, è accusato di aver ucciso la moglie Isabella Linsalata e anche la suocera, Giulia Tateo. Di Bari ha negato, infatti, l’autorizzazione alla richiesta della Tgr Rai Emilia-Romagna di poter effettuare le riprese televisive, rilevando che “non ricorre un interesse sociale di particolare rilevanza ai sensi dell’articolo 147, comma 2, delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale”. “La decisione del presidente della Corte d’Assise di Bologna di non autorizzare le riprese video non è accettabile, soprattutto per le motivazioni. Secondo il presidente della Corte non ricorrerebbe un particolare interesse di rilevanza sociale. Nelle democrazie sono i giornalisti a stabilire l’interesse pubblico e la rilevanza sociale di una notizia, a garanzia della corretta informazione all’opinione pubblica. Ci rammarichiamo della decisione del presidente della Corte d’Assise di Bologna, un atto ulteriore di limitazione all’attività della stampa e all’informazione ai cittadini” scrivono in una nota Silvestro Ramunno, presidente Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna e Paolo Maria Amadasi, presidente Associazione Stampa Emilia-Romagna