Nessun interesse personale dietro le denunce presentate da alcuni impresari funebri sulla gestione del Polo Crematorio di Bologna: l'obiettivo è dare un servizio migliore ai cittadini. Ugo Borghi, presidente di Efi, l'associazione che riunisce le principali aziende di pompe funebri, controreplica così alle parole pronunciate dai vertici di Bologna Servizi Cimiteriali, che lunedì hanno aperto le porte della struttura di Borgo Panigale per dire che non è stata commessa nessuna violazione. Nelle denunce presentate ai carabinieri si parlava di "cofani funebri e cartoni con esiti da estumulazione ammassati nel giardino antistante il forno crematorio, alcuni coperti con teloni per proteggerli alla meglio dalle intemperie, altri scoperti". 

Bsc (società controllata a maggioranza dal Comune di Bologna) ha respinto le accuse, ammettendo solo che nelle scorse settimane c'era stata qualche criticità nei tempi di gestione delle cremazioni, dovuta a un periodo di alta mortalità a fine 2023, e ipotizzando che le denunce possano essere legate a "interessi che sono sovrapposti". 

Ugo Borghi risponde che con queste dichiarazioni "si sfiora il diffamatorio" e che da parte delle imprese di pompe funebri non c'è alcun interesse a gestire i forni crematori, ma solo che il lavoro venga svolto bene e rispettando tutte le nornative di custodia e di pietas dei defunti. 

Nel vdeo l'intervista