Si è chiuso con una condanna a 15 anni di carcere, la stessa pena che era stata chiesta dal pm di Bologna Nicola Scalabrini, il processo con rito abbreviato a carico del 32enne marocchino accusato del tentato omicidio dell'ex compagna, la 26enne Giorgia, picchiata e ferita gravemente alla gola con un paio di forbici, davanti ai tre figli piccoli, la vigilia di Natale del 2022 nella sua abitazione di via Rialto a Bologna.

La ragazza finì all'ospedale in prognosi riservata e fu poi dimessa dopo un mese.  Il giudice Grazia Nart ha quindi accolto le richieste fatte dalla Procura nei confronti dell'imputato, che rispondeva non solo di tentato omicidio, ma anche di lesioni, resistenza e rapina, visto che dopo aver accoltellato l'ex compagna era fuggito e aveva rapinato una donna della sua auto, schiantandosi poi in via de' Carbonesi, nei pressi della Questura. La difesa dell’imputato aveva chiesto una pena più lieve e che cadessero le contestazioni di alcune aggravanti. In aula il trentaduenne ha reso  alcune dichiarazioni: “Sono dispiaciuto per quello che ho fatto -ha detto- , la mia pena non sarà il carcere ma stare lontano dai miei figli”.