Rinvio a giudizio per Giovanni Favia, ex esponente del Movimento 5 Stelle e ora gestore di locali, accusato di violenza sessuale nei confronti di una giovane donna con cui aveva avuto una relazione. L’episodio contestato risale alla notte tra il 5 e il 6 novembre 2021. La vittima, assistita dall’avvocato Barbara Iannuccelli, denunciò Favia sostenendo di averla costretta ad un rapporto sessuale. L’udienza preliminare è stata fissata davanti al giudice Roberta Malavasi per il 12 marzo.

“Non lo so se sono forte ma c’è un’altra cosa che mi aiuta: la consapevolezza. Consapevolezza di quanto tutto questo sistema sia guasto, pertanto me ne dovrei dolere il giusto. Consapevolezza di come l’informazione giochi con la vita delle persone ed io non faccio eccezione. Consapevolezza che subire un’ingiustizia sia comunque meglio che commetterla. Consapevolezza che chi ti fa del male, spesso lo fa perché sta male. Consapevolezza di essere la persona più lontana dal fare prepotenze e soprusi ad altri”. Così in un post su Facebook Giovanni Favia, si sfoga dopo la notizia sull’udienza preliminare dove dovrà difendersi da un’accusa di violenza sessuale. “Eppure dopo che oggi per la terza volta in due anni vengo messo sui giornali nazionali come fossi un possibile stupratore, fatico ad accettarlo come fatto ineluttabile. Proprio in questi giorni in cui si parla di garantismo e gogna mediatica. E mi chiedo se non importi che non sia nemmeno iniziato un processo, che abbia una famiglia e una figlia di dodici anni, che il pubblico ministero dopo aver indagato abbia scritto nero su bianco che la querelante non ha detto il vero e che non sono nemmeno accusabile, che la ragazza con cui ebbi una relazione di pochi mesi mi querelò solo dopo che io decisi di chiudere con lei. Io che sono fuggito da una relazione tossica appena me ne sono accorto, mi ritrovo accusato di un reato infamante e che instilla il dubbio nelle persone, almeno in quelle che non ti conoscono”, continua.