Agricoltore aggredito a Tolè: fermato per tentato omicidio un ‘serial killer’ 55enne già condannato all’ergastolo

Il suo nome dalle nostre parti non dice nulla, ma in Calabria Francesco Passalacqua, originario di Scalea, è noto alle cronache come il ‘serial killer della Riviera dei Cedri’. Da qualche tempo il 55enne, già condannato all’ergastolo per tre delitti commessi a fine anni Novanta nell’Alto Tirreno, abitava nel Bolognese. Era in libertà vigilata e da circa un anno alloggiava in una comunità religiosa a Vedegheto, vicino a Vergato.

Fino a ieri, quando l’uomo è stato posto in stato di fermo dai carabinieri per tentato omicidio, porto abusivo di armi e violazione di domicilio. E’ accusato di avere aggredito, giovedì mattina a Tolè, un agricoltore di 65 anni, accoltellato e ferito gravemente nel cortile della sua abitazione. Colpito senza apparente motivo all’addome e al braccio sinistro, il contadino ha reagito riuscendo ad allontanare l’aggressore, fuggito in bici, poi ha chiamato la moglie che ha allertato i soccorsi. Trasportato d’urgenza all’ospedale Maggiore di Bologna, i medici hanno previsto trenta giorni di prognosi.

Durante le indagini, ispezionando la zona frequentata anche da escursionisti, i carabinieri hanno trovato tracce di sangue e una catenina d’oro con un crocifisso che, dagli accertamenti condotti dalla sezione investigazioni scientifiche, è risultata appartenere a Passalacqua.  L’uomo, che in precedenza aveva vissuto ad Argelato sempre nel Bolognese, ora risultava abitare nella canonica di una chiesa di Vedegheto, in libertà condizionale per i suoi vecchi guai con la giustizia. Dopo aver acquisito una foto recente del 55enne, i carabinieri l’hanno mostrata alla vittima che ha riconosciuto il proprio aggressore. Raggiunto dai militari, Passalacqua avrebbe ammesso di avere colpito l’agricoltore, senza dare spiegazioni sul movente. Gli investigatori hanno escluso che il tentato omicidio sia scaturito da un tentativo di rapina o da dissapori tra i due che, a quanto sembra, non si erano mai incontrati. Oltre ai tre omicidi avvenuti nel ’97 in Calabria (vittime anche allora due pastori e un agricoltore) è emerso che, negli ultimi mesi, il 55enne era stato indagato per alcuni incendi di sterpaglie appiccati sempre sul nostro Appennino, dove era stato visto aggirarsi in bicicletta.

Visti i suoi precedenti, la pericolosità e considerato il pericolo di fuga, l’uomo è stato portato in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Resta da chiarire come mai, dopo le condanne per i delitti avvenuti in Calabria, l’uomo fosse arrivato nel Bolognese.