Avrebbe approfittato di un lieve ritardo mentale di una bambina per indurla a compiere più volte atti sessuali, di nascosto dai genitori e dagli altri ospiti della comunità di accoglienza per stranieri dove vivono. L’uomo, un cinquantenne di origine ucraina, è stato arrestato dai carabinieri di Monzuno, sull’Appennino bolognese, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale aggravata.

Le indagini -secondo quanto ricostruiscono gli investigatori- sono partite dalle segnalazioni di alcuni ospiti della struttura di accoglienza per profughi stranieri dell’Appennino, che ospita diverse persone, tra cui alcuni minorenni accompagnati dai rispettivi genitori. Stando alla ricostruzione dei fatti, emersi anche da testimonianze oculari di chi aveva visto qualcosa di spiacevole, l’indagato avrebbe approfittato dello stato di fragilità della bambina, che ha meno di 14 anni e soffre di un lieve ritardo mentale, per indurla a compiere ‘plurimi atti sessuali’. Gli stessi testimoni hanno avvisato gli assistenti sociali della struttura, che hanno subito dato l’allarme ai carabinieri. Le molestie, a quanto pare, andavano avanti da almeno un mese.

Il Gip del Tribunale di Bologna ha accolto la richiesta di applicazione della custodia cautelare in carcere avanzata dal Pubblico Ministero che ha delegato i Carabinieri di eseguire la misura. L’indagato è stato arrestato lunedì 18 dicembre e portato in un istituto penitenziario.