Potrebbero sembrare immagini di repertorio, visto che scene come queste si sono viste molte volte negli ultimi anni, invece si riferiscono al nuovo intervento di sgombero da parte delle forze dell'ordine nell'area demaniale dei Prati di Caprara, alle spalle dell'ospedale Maggiore di Bologna. Uno spazio che da decenni è in stato di abbandono e viene periodicamente utilizzato da persone senza dimora per allestire bivacchi, che altrettanto periodicamente vengono smantellati.

Allo stato attuale -spiega la Questura che ha coordinato lo sgombero di oggi- ci sono una quarantina di baracche costruite in legno e materiali di fortuna, dove alloggiano solitamente una settantina di persone. Nel corso delle operazioni, ne sono tuttavia state rintracciate solo cinque. All'intervento di sgombero hanno partecipato, oltre a personale della polizia di stato, anche Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, insieme alla società del Ministero dell'Economia e delle Finanze Invimit, che ha in gestione l'area dei Prati di Caprara e che ha messo a disposizione materiali e mezzi per procedere all'operazione. E' la stessa Questura a confermare che la zona versa in uno stato di forte degrado, come testimoniano le immagini, con la presenza di accumuli di rifiuti, in particolare plastica, legno, masserizie varie, carrelli del supermercato abbandonati, materassi, mobili.

La situazione di abbandono dei Prati di Caprara, un enorme polmone verde a due passi dal centro di Bologna, va avanti da più di 20 anni, con progetti di riqualificazione più volte annunciati e poi modificati proprio per salvare l'area boschiva, ma di fatto non ancora decollati. Le ultime notizie ufficiali, confermate dal sindaco Matteo Lepore nella primavera 2022, dicono che l'area è all'interno del progetto comunale 'Impronta verde', con l'obiettivo di farla diventare un grande bosco urbano, in parte frequentato dai cittadini e in parte lasciato a libera evoluzione. I tempi per la realizzazione di questo progetto non sono ancora stati ufficializzati.