I quattro imprenditori accusati di avere sfruttato un centinaio di lavoratori con turni di 14 ore al giorno, arrestati nell'inchiesta della Guardia di Finanza di Bologna che ha portato anche al sequestro di beni per 10 milioni, sono figure di spicco nella comunità cinese di Bologna, giovani immigrati di seconda generazione con un tenore di vita molto elevato.

Nell'indagine sono coinvolti anche due italiani, responsabili della produzione di un noto marchio del 'Pronto moda made in Italy', con sede nella Bassa bolognese.

Lo spiega il Cap. Petrangelo, della Guardia di Finanza di Bologna, in questa intervista di Maria Elena Mele