“Ho capito di essere malato, non sto bene, da solo non ce la faccio, ho bisogno del vostro aiuto”. A pronunciare queste parole in aula, davanti alla Corte d'Assise di Bologna che lo sta processando, è stato Giovanni Padovani, l'ex calciatore 27enne accusato dell'omicidio dell'ex fidanzata Alessandra Matteuzzi, uccisa il 23 agosto dell'anno scorso sotto casa, in via dell'Arcoveggio, a colpi di martello anche con una panchina. Padovani per la prima volta ha deciso di parlare oggi in udienza, non ripreso dalle telecamere che lo avevano invece filmato la scorsa estate mentre veniva accompagnato in tribunale. L'imputato ha risposto al presidente della Corte, Domenico Pasquariello, che gli chiedeva se era d'accordo a sottoporsi ad altri colloqui con i periti della Corte e ad una risonanza magnetica, come chiesto dal suo difensore, Gabriele Bordoni.

“Se me lo chiede lei presidente sono disposto a fare qualsiasi test a cui mi vogliate sottoporre. Sono alla sua completa disponibilità” ha detto Padovani, aggiungendo poi di avere capito di essere malato e di avere bisogno di aiuto. Di questa convinzione sono i consulenti della difesa (tra cui lo psichiatra Alessandro Meluzzi), per i quali Padovani è un soggetto psicotico. Opposto il parere dei periti della Corte e dei consulenti dell'accusa, secondo i quali il 27enne è invece pienamente capace di intendere e di volere. "Una persona con un quadro schizoide -hanno sottolineato- raramente ha frequentazioni, non gioca a calcio, non si mette in mostra, non chiede di andare a 'Uomini e donne'”, tutti comportamenti che caratterizzano invece l'imputato.

La Corte d'Assise ha deciso infine di rigettare la richiesta di integrazione della perizia psichiatrica chiesta dalla difesa di Padovani: per i giudici, infatti, non ci sono necessità di disporre altri colloqui con i periti, mentre la risonanza magnetica non può ritenersi decisiva e non modificherebbe l'inquadramento diagnostico già fornito dagli stessi periti. La Corte ha poi fissato le prossime due udienze, il 12 e il 22 gennaio 2024, per proseguire l'istruttoria con l'esame dell'imputato e poi iniziare la discussione.