Apre a San Lazzaro di Savena la prima Casa Arcobaleno del bolognese, una struttura dedicata alle persone Lgbtqi+ discriminate o cacciate di casa per il proprio orientamento sessuale o identità di genere. Il rifugio arcobaleno potrà ospitare due persone ed è situato in un alloggio Erp che il Comune, guidato da Isabella Conti, ha messo a disposizione: sarà gestito dall'associazione Gruppo Trans, capofila di una cordata di associazioni del territorio, per i prossimi 18 mesi.

Oltre a vitto e alloggio per le persone ospitate sono previsti anche servizi assistenziali, sanitari, educativi e formativi. In tutta Italia ci sono solo altre 8 strutture simili. Il rifugio di San Lazzaro di Savena, intitolato a Lucy Salani, l'unica persona trans italiana a essere sopravvissuta al campo di concentramento di Dachau, è stato aperto ufficialmente il 20 novembre, il Transgender Day of Remembrance, la ricorrenza annuale per commemorare le vittime di transfobia.

"Le istituzioni hanno il dovere di provvedere a rendere concreti i valori fondativi del vivere civile: dare gli strumenti alle persone discriminate per poter vivere una vita di dignità e inclusione", ha detto Conti. "Negli anni Ottanta combattevamo contro l'aids da soli facendo prevenzione – ha detto il presidente onorario di Arcigay, Franco Grillini – lo Stato non faceva nulla, non c'erano strutture di assistenza. Adesso invece siamo qui insieme a un'amministrazione, ci sono voluti anni, ma ci siamo arrivati". "Si parla tanto di teoria gender, ma noi siamo persone non teorie. Abbiamo bisogno di questi presidi di umanità", ha sottolineato infine Christian Leonardo Cristalli, coordinatore della Casa Lucy Salani e delegato alle politiche trans nella segreteria di Arcigay nazionale.