Per la seconda volta in pochi giorni, i carabinieri della stazione Bologna Navile hanno smascherato un'attività di spaccio gestita da una intera famiglia: i genitori di 47 e 45 anni e il figlio 24enne, tutti di origine egiziana. Nell'appartamento in via Zampieri, un alloggio di proprietà del Comune di Bologna in uso al ragazzo, sono stati trovati e sequestrati più di tre etti di hascisc e anche un arsenale: tre katane, due machete, due pugnali, quattro tirapugni e una stella ninja, oltre a tre armi da fuoco, a salve ma prive di tappo rosso regolamentare.

Siamo sempre in Bolognina e a pochi passi da piazza dell'Unità dove, lo scorso finesettimana, gli stessi carabinieri avevano arrestato un'altra famiglia di spacciatori, originari del Bangladesh. Questa volta, l'operazione antidroga è nata da un controllo per verificare la presenza in casa del 24enne, che si trovava agli arresti domiciliari per due reati commessi in città: una rapina impropria ai danni di un cittadino, avvenuta nel 2022, e un furto messo a segno a inizio ottobre alla baracchina del pesce del mercatino di via Vittorio Veneto. Il giovane è stato trovato a parlare con una ragazza (anche lei con precedenti per droga), all'esterno dell'abitazione, seduto sui gradini del palazzo. Quando si è accorto dell'arrivo della pattuglia si è precipitato in casa, raggiunto dai genitori che si sono subito mostrati ostili nei confronti dei carabinieri, intenzionati a svolgere una perquisizione. Il padre ha anche spintonato un militare, gridando che non li avrebbe fatti entrare. La perquisizione alla fine è stata fatta, non senza difficoltà e con qualche tentativo da parte della famiglia di liberarsi della droga, anche buttandone una parte nello scarico del water. Complessivamente sono stati sequestrati 320 grammi di hashish, denaro per oltre 2.000 euro, tre smartphone, varie carte e tessere elettroniche intestate terze persone, alcuni orologi verosimilmente contraffatti. E poi le armi, sia da taglio che da fuoco: un revolver, una semiautomatica ad aria compressa e la riproduzione di una mitragliatrice. Dopo l'udienza di convalida, il figlio 24enne è stato posto nuovamente ai domiciliari, con braccialetto elettronico, mentre i genitori (che erano incensurati) hanno ricevuto un obbligo di firma.

L'appartamento di via Zampieri in uso al ragazzo si trova nella stessa area residenziale dove, negli ultimi anni, si sono verificati diversi incendi di veicoli (auto e scooter) in sosta nel parcheggio condominiale. Le due operazioni antidroga svolte negli ultimi giorni dai carabinieri hanno senza dubbio inferto un colpo importante al mercato dello spaccio in questa zona della città.