Gli slogan sono gli stessi dell'ultima manifestazione, a cominciare da 'Vogliamo una vita bella'. Dopo il corteo del 10 novembre, concluso con la discussa affissione di un manichino di Giorgia Meloni appeso a testa in giù sotto le Due Torri, e prima delle possibili proteste in occasione della visita (ancora da confermare) della stessa Giorgia Meloni il 24 novembre alla inaugurazione del supercomputer Leonardo al Tecnopolo di Bologna, gli attivisti del collettivo Cua non sembrano avere intenzione di fermarsi e hanno già fissato un'altra iniziativa di protesta. Nel mirino, questa volta, la mostra 'Controcorrente' ospitata a Palazzo Albergati, in via Saragozza, dove sono esposte opere di Banksy, Jago e Tvboy. L'intenzione annunciata sui social e con un volantino è quella di entrare con una autoriduzione del biglietto, che costa 15 euro. L'appuntamento è per dopodomani, giovedì 17, con l'immancabile corteo che partirà nel pomeriggio da via Oberdan, davanti al palazzo del XV Secolo occupato da fine ottobre dallo stesso collettivo insieme ad altre sigle, per raggiungere Palazzo Albergati. Nel volantino, gli attivisti scrivono di essere 'stanchi della precarietà cui sono relegati, tra affitti altissimi e una socialità troppo cara', e di puntare ad 'avere accesso libero e gratuito alla cultura e all’arte'.

Intanto, la Digos della questura è da giorni al lavoro per dare un nome ad alcuni dei responsabili dei fatti del 10 novembre: l'esibizione del manichino della premier da parte del collettivo Cybilla e l’imbrattamento dell’ingresso del supermercato Conad all’ex Monte di pietà di via Indipendenza.