Il figlio morì suicida, madre a processo per stalking della fidanzata

A processo per stalking nei confronti della fidanzata del figlio ventenne, che il primo luglio 2018 morì suicida in una struttura di accoglienza nella zona di Imola. Succede a Bologna a una donna di 56 anni, che si dovrà difendere dalle accuse di aver perseguitato con minacce, insulti, pedinamenti e appostamenti, tra aprile e luglio dell’anno successivo alla morte del ragazzo. Il ventenne fu trovato dalla stessa fidanzata, una 37enne sua collega di lavoro che qualche ora prima gli aveva scritto un messaggio per dirgli che non lo voleva più vedere per un periodo. Lui le aveva risposto che allora si sarebbe ucciso e la sera lei era andata a cercarlo preoccupata, non ricevendo risposta, e lo trovò impiccato. Secondo l’accusa (pm Massimiliano Rossi) la madre del ragazzo in seguito avrebbe minacciato la 37enne, le avrebbe detto “assassina” e l’avrebbe pedinata nel luogo di lavoro e in un parco. Completamente diversa la ricostruzione della difesa: “La mia assistita – dice l’avvocato Barbara Iannuccelli, che assiste l’imputata – ripercorreva i luoghi del cuore del figlio, che si impiccò per una delusione d’amore, e la sua ex fidanzata l’ha denunciata. Alla prossima udienza del 14 febbraio la mamma sarà sentita dal giudice e dimostreremo l’assoluta inconsistenza delle accuse mosse”. La 37enne non si è costituita parte civile.