Mattia Santori non arretra e replica alla segretaria del Pd bolognese Federica Mazzoni: le posizioni dei dem, a suo avviso, non sono poi così lontane da quelle della Lega. “Avrei voluto rispondere agli attacchi ignobili della destra, agli esposti di Fdi, alle querele di Salvini, e invece mi trovo a rispondere alle ramanzine della segreteria provinciale del Pd, che con un comunicato ad orologeria firmato da Federica Mazzoni mi ricorda che starei ‘minando la credibilità delle istituzioni'”, scrive in serata Santori sui social.
“Dimenticando, evidentemente, che se oggi abbiamo una legge sull’aborto è grazie alla disobbedienza civile di Emma Bonino, che se Mimmo Lucano è diventato l’eroe dell’integrazione è perché ha dato documenti, soldi e casa a chi non li aveva, che se abbiamo potuto aggrapparci ad una speranza ai tempi dei porti chiusi è perché Carola Rackete all’indifferenza delle istituzioni ha preferito speronare una motovedetta della Guardia di Finanza, che se gli italiani hanno scoperto l’eutanasia è perché Marco Cappato ha portato Fabiano Antonioni in Svizzera”. E non ha finito qui.
“Chissà- incalza Santori- cosa ne pensa Federica Mazzoni di Virginio Merola, che da sindaco di Bologna decise di violare la legge Lupi per garantire l’acqua agli occupanti di due immobili proprio nel quartiere che oggi la Mazzoni amministra. Merola fu indagato insieme a due assessori e una volta assolto dichiarò ‘lo rifarei mille volte’. Chissà che imbarazzo che avranno provato l’attuale segretaria del Pd e tutti quelli che oggi mi tirano le orecchie”. La verità, secondo Santori, “è che ci sono temi su cui il Pd è pronto a battersi e altri -molti purtroppo- su cui il progressismo della base viene annacquato dall’equilibrismo della dirigenza. La verità è che fino a prova contraria io ad oggi ho la fedina penale pulita mentre voi nei vostri comunicati vi guardate bene dall’entrare nel merito della questione che ho sollevato con la mia autodenuncia”.
La verità, scrive ancora l’ex leader delle Sardine rivolgendosi direttamente ai dem, “è che esiste una comunità di consumatori responsabili a cui insieme a Riccardo Magi, Antonella Soldo, Luca Marola, Daniele Nahum, Matteo Orfini e tanti esponenti del vostro partito stiamo cercando di dare rappresentanza, mettendoci la faccia e sporcandoci le mani.
Mentre voi continuate a tenere posizioni che guardano più all’elettorato perso che alla giustizia guadagnata. La verità è che se davvero sosteneste il ddl Magi oggi difendereste chi viene processato per autocoltivazione ad uso personale, ma la coerenza politica non sapete neanche dove stia di casa. La verità è che tirando le orecchie a me state calpestando la dignità di una comunità politica vastissima che guarda caso oggi si rivolge ad altri partiti (o a nessun partito). La verità è che le vostre posizioni non sono poi così dissimili da quelle della Lega, e mi viene da pensare che forse non solo a destra tifano per un mio arresto”. Santori si rivolge ancora al partito con cui è stato eletto a Palazzo D’Accursio: “Cari dirigenti del Pd, forse non ve ne siete resi conto, ma il paese che tanto amate è il fanalino di coda in Europa sui diritti civili. E questo succede perché oltre a non avere una maggioranza in Parlamento abbiamo poca fame di politica fuori dal Parlamento, nelle istituzioni e per le strade.
Cara Mazzoni, ti ringrazio per avermi ricordato che serve un ‘dibattito serio’ e che esiste un percorso parlamentare in atto.
Ti sorprenderà scoprire insieme a otto consiglieri abbiamo lanciato un mese fa un percorso di approfondimento pubblico, e che ho deciso di rovinarmi il giorno del compleanno con un’autodenuncia proprio perché insieme a chi si batte per il ddl Magi abbiamo capito che l’attacco ostruzionistico della Lega rischiava di farlo naufragare. Forse ti eri distratta e non te n’eri accorta”.
La battaglia di Santori comunque non si ferma. “Cara Mazzoni- è ancora la risposta alla segretaria Pd- domani sarò davanti al Parlamento a raccontare le storie di ingiustizie dell’attuale sistema repressivo insieme a Magi, Cappato, Soldo, Orfini e altri esponenti del tuo partito. Ci sarò come cittadino, perché mi fa ribrezzo sapere che ad oggi la mia vita viene regolamentata da una legge di 30 anni fa, che non tutela nessuno se non la criminalità organizzata. Qualcosa mi dice che tu non ci sarai, come non c’eri nelle altre occasioni. Qualcosa mi dice che non ci sarà neanche Letta, che pure è stato eletto deputato ed è coinvolto in prima persona. Ma la speranza è l’ultima a morire, specialmente per chi come si batte per credere in un Pd migliore”