Ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e capire come mai la Nissan Qashqai, con a bordo Marco e i suoi genitori, sia finita nella voragine del cantiere di ricostruzione del ponte, causando la morte del 15enne e il ferimento della madre e del padre, che era alla guida. All’indomani della tragedia costata la vita a Marco Lelli Ricci, giovane promessa del basket, l’attenzione degli investigatori punta a fare chiarezza sulle cause dello schianto. La procura di Ferrara ha aperto un’indagine per omicidio stradale, che come è prassi vede necessariamente indagato il conducente dell’auto, e ha posto sotto sequestro un tratto lungo 160 metri di via Nuova, in località Pilastrello di Cento. Un tratto più ampio dell’area del cantiere dove dal 7 marzo (come riportato anche sul sito del comune di Cento), erano in corso i lavori di demolizione e ricostruzione di un ponte, che avevano comportato la chiusura della strada, percorribile solo ai residenti per raggiungere le loro case. Oggi i carabinieri e il Pm Fabrizio Valloni hanno svolto un sopralluogo sul luogo dell’incidente, per una serie di verifiche necessarie ad accertare che il cantiere fosse adeguatamente segnalato e cercare di capire come mai l’auto sia entrata in quella strada, andando oltre le transenne fino a precipitare nella voragine. Domenica sera la famiglia stava tornando a casa, a Quarto Inferiore di Granarolo, dopo che Marco aveva giocato una partita a Finale Emilia. Nella chat della squadra -secondo quanto ha raccontato il suo allenatore-  qualcuno rientrando aveva scritto di avere imboccato per sbaglio una strada senza uscita e di essere dovuto tornare indietro. Forse anche il papà del 15enne è caduto nello stesso errore, complice anche il buio, ma resta da capire se l’interruzione delle strada fosse sufficientemente segnalata. Gli accertamenti riguarderebbero in particolare una transenna, trovata danneggiata e spostata dalla sede stradale: un’ipotesi è che quella transenna, in origine posta ad alcuni metri dalla voragine, potesse non essere più lì quando è arrivata la Nissan, forse perché urtata precedentemente da un altro veicolo. Ma è un’ipotesi, appunto, e su questi aspetti le verifiche sono ancora in corso. Alla provincia di Ferrara, competente per quel tratto di strada, risulta che il cantiere, dato in appalto a una ditta incaricata dei lavori, fosse segnalato e illuminato a norma di legge. Oggi sulla tragedia è intervenuto il sindaco di Cento, Edoardo Accorsi: “Mi stringo intorno al dolore della famiglia, degli amici e di tutti coloro che gli hanno voluto bene” ha scritto su Facebook. Anche Matteo Lepore, sindaco di Bologna e della Città metropolitana, ha espresso alla famiglia, ai compagni di squadra e alla società sportiva il suo profondo cordoglio e la vicinanza per questa terribile e prematura perdita.