La polizia è arrivata di prima mattina negli spazi sconfinati della ex caserma Stamoto di Bologna.  Un’area di 13 ettari, fra viale Felsina e via Massarenti, da troppo tempo dismessa e in stato di abbandono e divenuta negli anni rifugio per persone senza dimora ma anche per spacciatori e stranieri irregolari. Quello di oggi è l'ennesimo intervento di sgombero: agenti del commisariato Bolognina-Pontevecchio, con il reparto prevenzione crimine e le unità cinofile, hanno ispezionato alcuni dei capannoni della ex area militare trovando in tutto sette persone che vi si erano insediate abusivamente: non solo in bivacchi di fortuna, ma anche creando alloggi in piena regola, per quanto fatiscenti, alcuni dotati di parabola satellitare. A quanto risulta, i cani non hanno trovato droga. Fra i sette, in gran parte stranieri, c'erano anche un paio di italiani. Tutti saranno denunciati per invasione di edifici e la posizione degli stranieri sarà valutata anche dall'ufficio immigrazione.
Non è certo la prima volta che le cronache si occupano della ex Stamoto. I blitz delle forze dell'ordine sono frequenti e poco lontano da qui i carabinieri lo scorso 25 gennaio avevano arrestato il 21enne tunisino indagato per tentato omicidio dopo la sparatoria avvenuta quel giorno lungo i binari della ferrovia, vicino alla stazione San Vitale.
La ex caserma, nata come officina per mezzi militari, è di proprietà del Demanio. Sono passati esattamente due anni da quando, a gennaio 2020, fu firmato un protocollo d'intesa fra il comune di Bologna e il ministero della Difesa, per la razionalizzazione e la valorizzazione della caserma ex Stamoto e anche della “Perotti” di via Marx. Mentre quest'ultima è in demolizione per diventare sede dell'Agenzia delle Entrate, l'area della ex Stamoto è ancora in questo stato.