Dedalus in questo viaggio andremo alla scoperta del Castello Manservisi .L’attuale assetto del castello è frutto di una consistente ristrutturazione realizzata a fine ottocento da un ricco sarto di Bologna, Alessandro Manservisi che lo ha trasformato in castello neogotico con torri, portici e archi a sesto acuto.
Dopo essere stato la villa del Manservisi, poi colonia scolastica, albergo, ristorante, da dieci anni il Castello è gestito da una Associazione che lo ha trasformato in centro culturale, espositivo, turistico.
Il Castello è collocato ad una delle estremità del borgo di Castelluccio, ambita meta di villeggiatura estiva. Un borgo a 810 metri s.l.m. adagiato su un assolato crinale che scende dal monte Cavallo e Monte Tresca e da cui si dominano le valli circostanti.
Museo Demm: Inaugurato nel marzo 2005 usufruisce dello spazio messo a disposizione da Graziano Trasmissioni, l’azienda che rilevò gli stabilimenti che furono di DEMM. Il Museo deve la sua nascita a Giuliano Mazzini che ha dedicato una vita intera alla DEMM: entrato come disegnatore meccanico, divenne prima Direttore di produzione, Consigliere delegato ed in fine vicepresidente. A partire dal 1985, assieme al figlio Mosè, iniziò un lungo e minuzioso lavoro di ricerca, recupero, restauro e valorizzazione dei documenti, dei prototipi e dei modelli legati alla leggendaria produzione di moto e ciclomotori. Prima di poter ammirare l’allestimento completo bisognò attendere cinque anni, quando in seguito al continuo lavoro di restauro svolto si aggiunsero oltre cinquanta pezzi alla collezione, tra cui si annoverano le plurivittoriose moto da competizione e veicoli di utilità, tra cui i trattori e macchine dal lavoro. In particolare, tra i veicoli da competizione, la collezione vanta le moto che ottennero numerose vittorie nei campionati nazionali di velocità in salita, velocità in circuito e il celeberrimo “Siluro” che realizzò ben 24 record mondiali. Ciò che è attualmente esposto è testimonianza del prestigioso lavoro svolto dalla DEMM.
Uno straordinario borgo dove riscoprire l’architettura medievale
Non ci sono molti borghi nel territorio bolognese in cui si ha davvero l’impressione di essere tornati indietro nel tempo come per il borgo “La Scola”.
Appena giunti nel borgo La Scola si ha l’impressione di essersi tuffati nel Medioevo.
La maggior parte degli edifici risalgono al 1400-1500 e rappresentano eccezionali esempi dell’architettura medievale appenninica ad opera dei Maestri Comacini.
Costoro, provenienti da Milano e da Como, dove erano riuniti in cooperazioni e tenevano una scuola di arte muraria, contribuirono a diffondere l’architettura lombarda in vasti territori